Testo e foto di Gualtiero Spotti

Dal fine dining all’ informal dining to share, magari da consumare nel ristorante di un albergo. Come sempre Copenaghen macina novità a ritmi impressionanti e in pochi anni “La Mecca” del nordic food ha saputo mettersi al passo con i trend attuali delle grandi capitali europee, se non, in qualche caso, anticipandoli. Così nel corso dell’anno in città hanno inaugurato, tra gli altri, il Sukaiba, splendido ristorante fusion con lounge bar al ventitreesimo piano dell’Hotel AC Bella Sky, ma soprattutto il Roxie, ospitato al pian terreno dell’albergo ultracool Herman K e curato dal team di lavoro di Kadeau, del quale ci siamo occupati pochi mesi fa nell’edizione cartacea di Cook_Inc. 21. Il Roxie può essere considerato il fratellino un po’ impertinente di Kadeau, quello che si concede divagazioni stilistiche global e presenta nel menu un po’ di tutto, dalle ostriche Gillardeau al Pak Choi, dal maialino iberico alle capesante norvegesi e perfino la Wagyu, che come è facile immaginare in Danimarca costa come un trapianto di fegato (per intenderci, 88 euro per 200 grammi).

Il ristorante, che ha l’anima del bistrò animato da una clientela piuttosto eterogenea, è distribuito su tre piani e presenta tre diverse sale le quali in qualche modo si assomigliano, negli spazi e nei contenuti. Il servizio al tavolo è giovane e spigliato, l’arredamento senza troppi fronzoli e in accompagnamento al pasto c’è la scelta di ottime bottiglie da una carta dei vini di buon senso o, in alternativa, la selezione invitante dei cocktail provenienti dal bar che occupa buona parte della hall dell’albergo.

Il Roxie è un brillante contenitore di idee nordiche (ma allargate) al servizio di una clientela internazionale che ama l’ambiente urban, e magari non ha troppo tempo o la voglia di vagare per Copenaghen alla ricerca dell’indirizzo perfetto. Non è un caso che molte delle proposte oltre ad abbracciare la filosofia della condivisione al tavolo contemplino anche le mini porzioni, per chi vuole stuzzicare senza troppo impegni e per chi vuole accompagnare il pasto a un cocktail, magari proprio al banco del bar, abbracciando così un altro must internazionale dei tempi moderni, ovvero il pairing con la mixologia.

C’è tra le portate qualche astuto francesismo, ma che lascia ampio spazio ai funghi fermentati, a un dip di miso, ai cavolfiori caramellati e al formaggio Havgus, giusto per ricordare che siamo pur sempre a Copenaghen. Visto il recente e fin troppo abusato motto del “lusso della semplicità” (la maggior parte delle volte usato a sproposito per far intendere che si torna alle origini del gusto, ai sapori di una volta), in questo caso si percepisce l’esatto insieme dei due aspetti, presenti in maniera forte senza che entrino in evidente conflitto. Il lusso rappresentato da molti prodotti d’eccellenza e dal marchio di fabbrica Kadeau, e poi i sapori più diretti, crudi e primordiali, nel piatto. Quanto basta per dire che se geograficamente siamo alle porte di una Scandinavia che sa sempre rinverdire il recente passato, dall’altro lato è il Grande Nord è pronto a vivere nuove sfide.

 

Roxie

Bremerholm, 6

1069 Copenaghen – Danimarca

Tel. +45.53891069

www.roxie.dk