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LE BUONE BOLLICINE DI MONTAGNA: MASO MARTIS

Testo e foto di Amelia De Francesco

Il consumo delle bollicine di qualità è un trend decisamente in crescita negli ultimi anni, complice anche la denominazione del TrentoDoc risalente ai primi anni ’90, che propone un metodo classico di montagna estremamente elegante e mai scontato, che ben rappresenta il territorio trentino.

Siamo alla fine di agosto e, a vendemmia in corso, visitiamo Maso Martis, gestita dalla famiglia Stelzer. L’azienda è ospitata in un vecchio maso contadino riportato a nuovo nella frazione di Martignano, 450 metri di altitudine, poco distante dal centro di Trento. Qui dal 1986 si coltivano vigne e dal 1990 si imbottiglia vino e si produce (prevalentemente ma non solo) spumante metodo classico.

I vigneti erano originariamente tutti nella forma di allevamento a pergola trentina, comunemente utilizzata per la viticoltura di montagna e in parte mantenuta, mentre per i nuovi impianti è stato scelto il guyot. Gli ettari di cui è costituita l’azienda sono 12, su di un terreno prevalentemente calcareo, a corpo unico, divisi fra Chardonnay e Pinot Nero (in prevalenza), con alcune vigne di Pinot Meunier e Moscato Rosa. 65mila le bottiglie prodotte ogni anno, di cui circa 45mila dedicate al TrentoDoc. L’azienda dal 2013 è certificata bio, la vendemmia è manuale, estrema la cura nella selezione dell’uva sia in vigna, a opera di un team coordinato da Andrea Cristelloni e Daniele Tomasi, che in cantina, sotto l’occhio vigile dell’enologo Matteo Ferrari (in azienda dal ’94) che supervisionerà il lungo e complesso processo di produzione del metodo classico.

Iniziamo la degustazione, in una sala a vetri con vista sui monti intorno, che ci pare decisamente un ottimo inizio. Si riempiono i bicchieri, mentre continua il racconto di Alessandra (una delle due figlie di Antonio e Roberta Stelzer, nda) che ci parla di persone e vini e propone in degustazione alcune delle bottiglie che meglio identificano la loro produzione.

Partiamo con il Dosaggio Zero Riserva 2012 Millesimato, 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay, in circa 1500 bottiglie l’anno, estremamente gastronomico, un’esplosione al naso e in bocca, 48 i mesi passati sui lieviti e il privilegio del remuage manuale. In una splendida fase di evoluzione che, ci conferma Alessandra, proseguirà nel corso dei prossimi anni.

Proseguiamo con il Brut 2012, Chardonnay al 70% e Pinot Nero per il restante 30%, una produzione di 20mila bottiglie, uno dei vini spumanti dell’azienda di più largo consumo, equilibrato ed elegante, con una permanenza sui lieviti di 24 mesi.

È poi la volta dell’Extra Brut Rosé Riserva Millesimato, 100% Pinot Nero, in 8mila bottiglie circa, un capolavoro di eleganza, al naso frutti rossi delicati, bel corpo rotondo e finezza della bollicina, da acquolina in bocca, in sintesi.

Concludiamo con uno dei vini fermi prodotti dall’azienda, lo Chardonnay Incanto 2012 (con passaggio in barriques e 12 mesi in bottiglia).

Un ultimo sguardo ai monti, il tempo di qualche acquisto e, scortati da Benny, la mascotte canina, autentica celebrità dell’azienda, ce ne ripartiamo nell’arietta frizzante così tipica delle mattinate trentine di fine estate.

Benny (dalla pagina Fb di Maso Martis)

 

Maso Martis

Via dell’Albera, 52
38121 MARTIGNANO (Trento) Italia

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