Testo della redazione di Cook_inc.

 

 

Un premio creato e assegnato dal Governo Basco in collaborazione con il Basque Culinary Center e inserito nella Strategia Integrale Euskadi, che identifica i Paesi Baschi come punto di riferimento di eccellenza, modello di qualità della vita e territorio competitivo e all’avanguardia. Oggi a New York, nel ristorante Cosme dello chef Enrique Olvera, sono stati selezionati tra 140 chef provenienti da tutto il mondo i 10 finalisti che sfruttano al meglio le conoscenze, la capacità di leadership, la vocazione imprenditoriale e la creatività per generare dei cambiamenti in vari settori legati alla gastronomia quali sostenibilità, innovazione, ricerca, salute, educazione alimentare e biodiversità.

 

Tra i 10 finalisti, Anthony Myint è un esempio di lotta contro il cambiamento climatico. Cofondatore a San Francisco di ZeroFoodprint, organizzazione no-profit che fornisce consulenza nel settore alimentare con lo scopo di ridurre al minimo o addirittura eliminare le emissioni di carbonio, nel 2016 ha inaugurato The Perennial, un ristorante progettato per evitare qualunque tipo di impatto ambientale.

Sempre a San Francisco, Caleb Zigas è chef executive de la Cocina, incubatore sociale che da più di un decennio si occupa di reintegrare persone con scarse risorse economiche, soprattutto donne immigrate e afroamericane, e le trasforma in proprietarie della propria attività commerciale.

Nato in Congo ma cresciuto in Germania dall’età di 13 anni, Dieuveil Malonga, ha come obiettivo quello di sostenere e rendere visibile il talento gastronomico africano. Nel 2016 ha fondato Chefs in Africa con l’intenzione di superare le barriere sociali e culturali come la mancanza di formazione, di impiego e la discriminazione ottenendo l’adesione di oltre 4.000 cuochi africani.

Anche Ebru Baybara Demir utilizza la gastronomia come mezzo di inclusione sociale. Siamo in Turchia, il paese con il più alto tasso di immigrazione Siriana e la chef Baybara Demir dà potere alla donne di entrambi i paesi smontandone i pregiudizi e risaltandone la ricchezza culinaria relativa al proprio paese d’origine. Fino al 2017 per “Harran Gastronomy Project” ha formato donne Siriane e Turche che sono state assunte per cucinare nei campi profughi.

La chef Norvegese Heidi Bjerkan opera sempre sul tema dell’integrazione ma tra uomo e ambiente. Nel suo ristorante Credo a Trondheim utilizza solo alimenti biologici ricevuti dagli allevatori dei dintorni e i loro rifiuti vengono riutilizzati come concime per i campi. Nel 2017 ha creato Vippa, un acceleratore sociale che offre formazione e lavoro a rifugiati e immigrati e ha trasformato un vecchio magazzino del porto di Oslo in un vivace mercato di cibo di strada.

Jock Zonfrillo scozzese di nascita e australiano d’adozione ha voluto preservare una memoria alimentare che svanisce: quella dei popoli nativi australiani. Ha dedicato gli ultimi 17 anni alla scoperta delle loro tradizioni culinarie e le ha inserite nel menu del suo ristorante Orana. Nel 2016 inoltre ha istituito la Fondazione Orana dando sostegno alle comunità indigene per la produzione e il commercio equo di ingredienti nativi.

Attivista, cuoca e scrittrice, Karissa Becerra, cerca di trasformare il rapporto che costruiamo fin dall’infanzia con il cibo attraverso attività creative finalizzate a conoscere ciò che mangiamo ma anche a creare una relazione emotiva tra le persone e gli alimenti. Questo è il suo progetto La Revolucíon che vuole inserire l’educazione alimentare nelle scuole con scarse risorse economiche.

Marc Puig-Pey è stato per vent’anni un membro del team di Elbulli per poi mettere la sua creatività al servizio della scienza e della salute. Responsabile dell’Area di Cucina della Fundació Alícia di Barcellona, lo chef crea soluzioni alimentari affinché bambini e adulti possano mangiare anche in presenza di intolleranze o disturbi più gravi.

Ex braccio destro di René Redzepi da sempre occupato nella lotta allo spreco alimentare, Matt Orlando, nel suo ristorante Amass sfrutta al meglio gli ingredienti e le risorse oltre che trovare soluzioni nuove per “usare quello che non ha valore”. Utilizza infatti solo ingredienti organici e negli ultimi 3 anni è riuscito a ridurre i suoi scarti del 75%. Inoltre fa del suo ristorante una risorsa educativa dove insegnare ai bambini come piantare, cucinare e mangiare le verdure.

Virgilio Martínez può essere definito un innovatore gastronomico della sua terra d’origine, il Perù, che attraverso ricerca e sviluppo ha unito sullo stesso asse ecosistemi diversi e conoscenze ancestrali. Dirige insieme a sua sorella Malena l’équipe di Mater Iniciativa, una piattaforma di documentazione e sperimentazione sui temi della biodiversità. Ha creato inoltre il MIL, un ristorante a 3500 metri di altitudine che integra le pratiche indigene con pratiche di agricoltura sostenibile.

Il vincitore o la vincitrice verrà annunciato a Modena il 24 luglio, durante la riunione annuale del Consiglio Internazionale del Basque Culinary Center e riceverà 100.000 euro da destinare a un progetto di sua scelta che esprima il potere di trasformazione del mondo culinario.