Cook_inc. 20 is out!

“Meticcio, bastardo, mezzosangue, contaminazione, incrocio”. Cook_inc. 20 è un numero in cui convivono felici e contenti luoghi, culture e stili assai diversi. Partiamo dal Nord Europa con la storia di Esperanto, in cui uno chef made in Thailand ma cresciuto in Svezia valorizza prodotti che più local non si può tessendoli in trame contaminate e originali. Scendiamo a Berlino, la capitale multiculturale di punk-pop-electro, epicentro di culture differenti riassunta in un itinerario gastronomico da non perdere. Proseguiamo da Montréal dove la cucina rustica canadese si è fusa nei secoli con il British & French style per arricchirsi poi di suggestioni provenienti da mezzo mondo, in un orgoglioso e pacifico métissage. Poi ci spostiamo in Francia, nella Parigi delle “gloriose bastarde“, le sorelle Levha, 100% origine filippina, che dalla soglia di Le Servan stanno incantando il mondo a suon di ricette originali in cui troverete l’eco delle lunghe estati trascorse da bambine nella loro terra. La tappa seguente è Madrid perché è la volta di presentarvi l’estroso Dabiz Muñoz e il suo DiverXO. Nel nome del locale è riassunto l’intero programma culinario, nel piatto cucina cucinata e un’avanguardia del tutto personale. Una puntata a New York, nel West Village, giusto il tempo di conoscere la via del Té (sì, l’accento è quello giusto!) percorsa da Elena Liao e Frederico Ribeiro, lei di origine cinese, lui portoghese: una geografia di sentimenti fatta “di tazzine, teiere, colini, piattini, nashi, cachi, foglie di tè, stoffe e ricami”. E come resistere all’irresistibile richiamo di Taipei, i colori sgargianti del mercato, la proposta dello chef Kai Ho che, partito dalla cucina tradizionale cinese e dopo aver girato per mezzo mondo, incontra quella francese da cui resta folgorato tanto da illuminare la gastronomia taiwanese di questa nuova luce? E l’Italia? Beh, il nostro percorso ci ha portati sulle montagne del Cadore da Aga, dove isola e continente si abbracciano e si fondono con grazia tecnica ed eleganza nei piatti di Oliver e Alessandra, per poi intrufolarci dentro le mura di Lucca fino al Giglio, storico avamposto della cucina lucchese di tradizione dove si sta girando, da qualche tempo, un Big Family affair ricco di colpi di scena e novità. L’Abruzzo, terra di calanchi dove un giovane Gianni Dezio, di romitiana formazione, unisce il Venezuela in cui è cresciuto all’esperienza del ristorante di famiglia creando un locale Tosto (di nome e di fatto) in cui declina la propria sensibilità culinaria. Quindi il viaggio procede in direzione di Napoli e della sua pizza, con la tradizione profondamente innovata da Enzo Coccia, che ha parlato tra i primi della nuova figura del pizzaiolo contemporaneo, che si pone domande su impasti e lievitazioni e che rivendica un modo di pensare la pizza fuori dai soliti schemi… Continua a leggere.


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YOUTH BRIGADES: UNA LOCANDA DI MEZZO, TRA IDEE, ARTE E TALENTO. L'ENERGIA LUMINOSA DEI LOCANDIERI DI BARGA.

È un filo elettrico, più che un fil rouge, quello che si arrampica scoppiettante verso il bel borgo di Barga. Fila dritto e accompagna la salita, lasciando connettere in libertà espressioni artistiche, gastronomiche e creative. In trasmissione di piacere e purissima energia.
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ANTICA CANTINA FORENTUM

Determinazione e forza di volontà, passione e tradizione, stagionalità e voglia di raccontare il territorio nel quale si è nati e cresciuti. Tutte queste caratteristiche sono spesso facili da trovare tra le pieghe della provincia italiana, nei racconti e nelle storie delle persone che si incontrano quasi quotidianamente, ma in una regione periferica e difficile come la Basilicata tutto quanto acquisisce un sapore diverso.
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NEW NOMA: VENTIMILA LEGHE OLTRE I MARI DEL NORD. LA RIVINCITA DELLE ASPETTATIVE, A BORDO DEL NUOVO NAUTILUS DI RENÉ REDZEPI

A 19 anni hai il vento in poppa - quasi sempre dalla tua - e una fame insaziabile di vita. Il che è abbastanza comico visto il nostro lavoro. Rompi il salvadanaio, racimolando spiccioli e risparmi, per imbarcarti alla volta di Copenaghen con un quartetto di scellerate buone forchette. Obiettivo: provare l’allora miglior ristorante al Mondo secondo classifica World's 50 Best Restaurants.
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MU DimSum e Milano

Tra un baozi e un ramen, il trend della cucina orientale sembra non esaurirsi. C’è sempre, su una piazza importante  come quella milanese, la giusta attenzione per le mille sfaccettature provenienti da una cultura gastronomica che sembra non aver mai fine. E anche le recenti aperture in città sanno offrire spunti e curiosità degne di nota. Basta, inutile dirlo, infilarsi nel ristorante giusto.
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TipA: WHERE THINGS HAPPEN

Alle 11.30 del domenicale atto ultimo del Salone del Mobile, le 70 brioches della Pasticceria Rovida sono andate via come il pane, di Longoni quello, e ancora abbondantemente stoccato per il pranzo e l’aperitivo. Eppure c’eravamo congedati meno di dodici ore prima, strascicando un tagliere con leccornie firmate da alcuni affinatori e salumieri noti accompagnati da una bottiglia di Procanico e Malvasia botticelliana, procrastinando così il protocollo dell’arrivederci a presto previsto per le 10 di sera.
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VINNCULTUR

Quando percorri la salita per arrivare a Villa Favorita dove ha sede l’evento Vinnatur (giunta quest’anno alla 15esima edizione) dimentichi per un attimo il grigio della città. Mentre sali sei colpito da tutti gli odori della campagna e quello che ti circonda sono vigneti, alberi e, in fondo, una meravigliosa villa in perfetto stile palladiano.
 

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